Due mesi dopo la morte di Stacey, la mia vita sembrava essere un susseguirsi di giorni vuoti e dolorosi. Non riuscivo a credere che fosse davvero andata via. Lei era l’amore della mia vita, la persona con cui avevo condiviso sogni e speranze, e ora mi ritrovavo a dover affrontare tutto da solo. Non riuscivo a immaginare come fare a crescere nostro figlio, Luke, senza di lei.
Per cercare di distrarmi, decisi di portare Luke in vacanza. Speravo che un po’ di sole e il mare potessero aiutarci entrambi a superare il dolore. Ma, nonostante lo sforzo, i miei pensieri tornavano sempre a lei. Ogni angolo di quella casa, ogni angolo del nostro mondo, sembrava vuoto senza Stacey.
Un giorno, mentre ero sulla spiaggia a riflettere, sentii la voce di Luke che mi chiamava. Mi voltai, sorridendo, pensando che voleva solo chiedermi un altro gelato. Ma quando vidi il suo volto, i suoi occhi brillavano di eccitazione, e mi accorsi che c’era qualcosa di diverso nella sua voce.
“Papà! Papà!” gridò, correndo verso di me con i suoi piedini che sguazzavano nell’acqua. “Mamma! È lì!”
Inizialmente pensai che stesse semplicemente immaginando, che fosse una fantasia di bambino. Ma quando mi indicò il mare, il mio cuore si fermò per un istante. C’era una figura, lontana, che sembrava familiare. Il suo profilo mi sembrava quello di Stacey.
Mi avvicinai, ma più mi avvicinavo, più la figura sbiadiva. Non potevo credere ai miei occhi. Ma il momento di incertezza e confusione fu interrotto dalla voce di Luke, che continuava a indicare con entusiasmo, credendo fermamente che sua madre fosse lì. Non sapevo cosa pensare. La ragione mi diceva che non era possibile, ma il mio cuore sperava che fosse davvero lei, che Stacey fosse tornata, anche se solo per un momento.
In quel momento, capii che il dolore e la perdita non sarebbero mai svaniti, ma forse, in qualche modo, lei sarebbe rimasta sempre con noi.