Quando mia madre morì, avevo solo 18 anni. Era il periodo più difficile della mia vita, e anche se Rick, il suo ex, era un uomo che non avrei mai voluto vedere di nuovo, le sue ultime parole furono di chiedermi di non cacciarlo. “Dagli tempo”, mi aveva detto, “non è un cattivo ragazzo, sta solo cercando di sistemare le cose”. Così, nonostante il suo passato, avevo accettato che Rick vivesse con me.
Un anno dopo la morte di mia madre, mi stavo preparando a partire per il college. Era stato un mese intenso di allenamenti e studio, lontano da casa, ma quando tornai, qualcosa non andava. Le valigie erano accatastate vicino alla porta d’ingresso. Mi fermai, il cuore cominciò a battere forte mentre i ricordi del passato affioravano.
Dentro, la situazione sembrava irreale. Una donna, rilassata e sorridente, sedeva nel mio soggiorno. Indossava la vestaglia di mia madre e sembrava completamente a suo agio. Mi guardò dall’alto in basso con un sorriso compiaciuto.
“Oh, quindi sei la figlia di Rick”, disse, sollevando lo sguardo. “Penso che sia il momento che tu prenda il volo. Lui è pronto a fare un po’ di spazio per me, e tra poco arriverà un avvocato per spiegarti tutto.”
Mi sentivo come se il mondo mi stesse crollando addosso. Ma invece di cedere alla rabbia, mantenni la calma e dissi con voce fredda: “Aspetterò l’avvocato.”
Rimasi lì, mentre la donna e Rick continuavano a scambiarsi sguardi pieni di superiorità, scivolando nei loro commenti e risatine. Il tempo sembrava non passare mai.
Poi, finalmente, l’avvocato arrivò. Con un sorriso che solo chi ha visto troppe situazioni come quella poteva avere, disse: “Rick, questa casa è ancora legalmente tua, ma non è solo il tuo spazio. E non è giusto trattare così sua figlia.”
Vedere i volti di Rick e della sua nuova fidanzata cambiare da sicurezza a puro panico fu qualcosa che non avrei mai dimenticato. La loro arroganza era svanita, e l’umiliazione che provavano mi ripagò di ogni secondo di attesa.