Anna e Levan avevano costruito una vita insieme, ma ultimamente le cose tra loro non andavano più come una volta. Dopo anni di matrimonio, il loro rapporto sembrava essere diventato un gioco di numeri, di bilanci familiari e di responsabilità non condivise. Anna, pur lavorando a tempo pieno, si occupava ancora da sola di tutte le faccende domestiche: cucinare, pulire, stirare. Levan, invece, non faceva che lamentarsi di dover pagare tutto, ignorando i sacrifici di lei.
Una sera, dopo una discussione accesa, Levan dichiarò che avrebbero dovuto adottare una “divisa paritaria” nella gestione delle spese: il 50 e 50. Anna, esausta e arrabbiata, accettò, ma dentro di sé si prometteva che avrebbe fatto valere la sua decisione. Levan, convinto di aver avuto ragione, si vantò con il collega al lavoro, credendo che Anna lo avrebbe accettato senza ribattere.
Il giorno dopo, Anna andò al supermercato, comprando solo il necessario per sé, senza badare alle preferenze di Levan. A cena, preparò solo un pasto semplice per sé, ignorando la solita cura che metteva nel preparare i suoi piatti preferiti. La sera, quando Levan tornò a casa, trovò l’appartamento in un silenzio glaciale. Non c’era traccia di cena, solo una cucina impeccabile e un frigorifero con pochi ingredienti.
“Annabeth!” chiamò, irritato. Si trovò davanti a lei, seduta sul divano, immersa nel tablet.
“Oh, ciao. Sei già tornato?” rispose lei, senza alzarsi.
Levan la guardò, sorpreso dalla sua indifferenza. La cena che non c’era, il suo atteggiamento calmo e distaccato, gli fecero capire che le cose stavano cambiando. Ma sarebbe stato troppo tardi per capire che, forse, non aveva compreso fino in fondo cosa significasse essere una coppia, prima di tutto.